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 MANUALE DEL GUERRIERIO DELLA LUCE

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MessaggioTitolo: MANUALE DEL GUERRIERIO DELLA LUCE   Lun 21 Mar 2011, 12:39



MANUALE DEL GUERRIERO DELLA LUCE
-Paulo Coelho-

"Il discepolo non è dal più del suo maestro;
ogni allievo, compiuta la sua formazione, sarà… tutt'al più come il suo maestro."

Luca, 6, 40

PROLOGO
Nella spiaggia a est del paese c'è un'isola sulla quale sorge un gigantesco tempio con tante campane," disse la donna.
Il bambino notò che lei indossava strani abiti e che un velo le copriva i capelli. Non l'aveva mai vista prima.
"Hai mai visto questo tempio?" gli domandò lei. "Vai fin laggiù e dimmi cosa ne pensi."
Affascinato dalla bellezza della donna, il bambino si recò nel luogo indicato. Si sedette sulla spiaggia e guardò l'orizzonte, ma non vide null'altro se non quello che era solito vedere: il cielo azzurro e l'oceano.
Deluso, si avviò verso un gruppo di case abitate da pescatori e domandò loro di un'isola con un tempio.
"Sì, c'era, ma tanto tempo fa, quando qui vivevano i miei bisnonni," disse un vecchio pescatore. "Poi ci fu un terremoto, e l'isola sprofondò nel mare. Eppure, anche se non possiamo più vedere l'isola, riusciamo ancora a sentire le campane del suo tempio, quando il mare le fa ondeggiare, laggiù sul fondo."
Il bambino ritornò alla spiaggia, e aspettò di udire le campane. Vi passò tutto il pomeriggio, ma riuscì a sentire soltanto il rumore delle onde e le strida dei gabbiani.
Quando giunse la sera, i suoi genitori andarono a prenderlo. Il mattino dopo, il bambino tornò alla spiaggia. Non poteva credere che una donna così bella potesse raccontare delle bugie. Se un giorno lei fosse tornata, avrebbe potuto dirle di non avere visto l'isola, ma di avere udito le campane del tempio, che rintoccavano per il movimento dell'acqua.
Così trascorsero alcuni mesi. La donna non tornò, e il ragazzino la dimenticò. Adesso era intenzionato a scoprire le ricchezze e i tesori del tempio sommerso. Se avesse udito le campane, avrebbe potuto localizzarlo e recuperare il tesoro nascosto.
Ormai non lo interessavano più nè la scuola nè la combriccola di amici. Si tramutò nel divertimento preferito degli altri bambini, che solevano dire: "Lui non È più come noi. Preferisce starsene a guardare il mare, perché‚ ha paura di perdere quando giochiamo.
E, vedendo il bambino seduto in riva al mare, tutti ridevano.
Benché‚ non riuscisse a sentire le campane del tempio, il bambino apprendeva ogni giorno cose diverse. Si accorse che, dopo avere ascoltato a lungo il rumore delle onde, lo sciabordio non lo distraeva più. Passò qualche tempo, e si abituò anche alle strida dei gabbiani, al ronzio delle api, al vento che sibilava tra le palme.
Sei mesi dopo l'incontro con la donna, il bambino era ormai capace di non lasciarsi distrarre da nessun rumore. Ma le campane del tempio sommerso non le aveva ancora udite.
Alcuni pescatori andavano a parlare con lui, e insistevano. "Noi le abbiamo sentite!" dicevano.
Ma il ragazzino continuava a non sentirle.
Qualche tempo dopo, i pescatori cambiarono tono: "Sei troppo concentrato sul suono delle campane laggiùù. Lascia perdere, e torna a giocare con i tuoi amici. Forse soltanto i pescatori riescono a sentirle."
Dopo quasi un anno, il bambino si disse: "Forse hanno ragione loro. E'meglio crescere, diventare pescatore e tornare tutte le mattine su questa spiaggia, perché‚ ho cominciato ad amarla." E pensò anche: "Forse È soltanto una leggenda. Con il terremoto le campane si sono spaccate e non rintoccheranno mai più."
Quel pomeriggio decise di tornare a casa.
Si avvicinò all' oceano, per congedarsi. Guardò ancora una volta lo spettacolo della Natura, e allora, siccome non era più concentrato sulle campane, pot‚ sorridere al canto dei gabbiani, al rumore del mare, al vento che sibilava tra le palme. Sentì in lontananza la voce dei suoi amici che giocavano, e si rallegrò al pensiero che ben presto sarebbe tornato ai giochi dell'infanzia.
Il bambino era contento. E, come soltanto un bambino sa fare, ringraziò di essere vivo. Sapeva di non avere perduto il proprio tempo, poiché‚ aveva appreso a contemplare e a rispettare la Natura.
A quel punto, sentendo il mare, i gabbiani, il vento, le foglie delle palme e le voci degli amici che giocavano, udì anche la prima campana.
E un'altra.
E poi un'altra ancora, finché‚ tutte le campane del tempio sommerso rintoccarono, riempiendolo di gioia.
Anni dopo, ormai adulto, ritornò al paese e alla spiaggia dell'infanzia. Non voleva più recuperare alcun tesoro in fondo al mare: forse era stato solo un frutto della sua fantasia, forse non aveva mai udito le campane sommerse in quel lontano pomeriggio della sua infanzia. Decise comunque di passeggiare sulla spiaggia, per ascoltare il rumore del vento e le strida dei gabbiani.
Fu profondamente sorpreso nel vedere, seduta sulla sabbia, la donna che gli aveva parlato dell'isola con il tempio.
"Che cosa fai qui?" le domandò.
"Aspettavo te," rispose lei.
Lui notò che, sebbene fossero passati tanti anni, la donna aveva ancora lo stesso aspetto: il velo che le copriva i capelli non sembrava affatto sgualcito dal tempo.
Lei gli porse un quaderno azzurro, con le pagine bianche.
"Scrivi: 'Un guerriero della luce presta attenzione agli occhi di un bambino. Perché‚ quegli occhi sanno vedere il mondo senza amarezza. Quando desidera sapere se chi sta al suo fianco È degno di fiducia, cerca di vedere la maniera in cui lo guarda un bambino."
"Che cos'È un guerriero della luce?"
"Credo che tu lo sappia," rispose lei, sorridendo. "E'colui che È capace di comprendere il miracolo della vita, di lottare fino alla fine per qualcosa in cui crede, e di sentire allora le campane che il mare fa rintoccare nel suo letto."
Lui non si era mai ritenuto un guerriero della luce. La donna parve indovinare il suo pensiero: "Di questo sono capaci tutti. E nessuno ritiene di essere un guerriero della luce, benché‚ in effetti lo sia."
Lui guardò le pagine del quaderno. La donna sorrise di nuovo
"Scrivi," disse lei infine.



Ultima modifica di Admin il Gio 24 Mar 2011, 14:36, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: MANUALE DEL GUERRIERIO DELLA LUCE   Gio 24 Mar 2011, 10:17



Un guerriero della luce non dimentica mai la gratitudine.
Durante la lotta È stato aiutato dagli angeli. Le forze celestiali hanno messo ogni cosa al proprio posto, permettendo a lui di dare il meglio di sè.
I compagni commentano: "Com'È fortunato!" E talvolta il guerriero ottiene assai più di quanto le sue capacità… consentano.
Perciò, quando il sole tramonta, si inginocchia e ringrazia il Manto Protettore che lo circonda.
La sua gratitudine, però, non È limitata al mondo spirituale: egli non dimentica mai gli amici, perché‚ il loro sangue si e mescolato con il suo sul campo di battaglia.
Un guerriero non ha bisogno che qualcuno gli rammenti l'aiuto degli altri: se ne ricorda da solo, e divide con loro la ricompensa. Tutte le strade del mondo conducono al cuore del guerriero: egli s'immerge senza esitazioni nel fiume di passioni che scorre sempre attraverso la vita.
Il guerriero sa che È libero di scegliere ciò che desidera: le sue decisioni sono prese con coraggio, distacco e, talvolta, con una certa dose di follia.
Accetta le proprie passioni, e le vive intensamente. Sa che non È necessario rinunciare all'entusiasmo delle conquiste: esse fanno parte della vita, e ne gioisce con tutti coloro che ne partecipano.
Ma non perde mai di vista le cose durature, e i solidi legami creati attraverso il tempo.
Un guerriero sa distinguere ciò che È transitorio da quello che È definitivo.
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MessaggioTitolo: Prima del combattimento   Ven 01 Apr 2011, 17:57



Un guerriero della luce non conta solo sulle proprie forze. Usa anche l'energia dell'avversario.
Quando inizia il combattimento, tutto ciò che possiede è l'entusiasmo, e i colpi che ha appreso durante l'addestramento. A mano a mano che procede nella lotta, scopre che l'entusiasmo e l'addestramento non sono sufficienti per vincere: È necessaria l'esperienza.
Allora egli apre il suo cuore all'universo, e chiede a Dio di ispirarlo, affinché‚ ogni colpo del nemico diventi una lezione di difesa per lui.
I compagni commentano: "Com'è superstizioso. Ha Interrotto la lotta per pregare, e rispetta i trucchi dell'avversario."
A queste provocazioni il guerriero non risponde. Sa che, senza Ispirazione ed esperienza, non c'è addestramento che dia risultato. Un guerriero della luce non imbroglia mai, ma sa distrarre il suo avversario.
Per quanto ansioso sia, sfrutta ogni risorsa strategica per raggiungere l'obiettivo. Quando si accorge di essere allo stremo delle forze, induce il nemico a pensare che stia temporeggiando. Quando sceglie di attaccare da destra, muove le sue truppe verso sinistra. Se intende Iniziare la lotta immediatamente, finge di avere sonno e si prepara per dormire.
Gli amici commentano: "Vedete, ha perduto l'entusiasmo." Ma lui non dà importanza ai giudizi, perché‚ gli amici non conoscono le sue tattiche di combattimento.
Un guerriero della luce sa ciò che vuole. E non ha bisogno di spiegare nulla.
Dice un saggio cinese sulle strategie del guerriero della luce: Fai credere al tuo nemico che non otterrà… grandi ricompense se deciderà di attaccarti. Così farai diminuire il suo entusiasmo.
"Non ti vergognare di ritirarti provvisoriamente dal combattimento, se capisci che il nemico è più forte. L'importante non è la singola battaglia, ma la conclusione della guerra.
Se sarai abbastanza forte, non dovrai neppure vergognarti di fingerti debole. Questo fa perdere al tuo nemico la prudenza, e lo spinge ad attaccare anzitempo.
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